Autorizzazione Unica Ambientale in vigore dal 13 giugno 2013: le principali novità

In Gazzetta Ufficiale del 29 maggio scorso è stato pubblicato il Regolamento recante la disciplina dell’Autorizzazione Unica Ambientale (G.U. n. 124, Supplemento Ordinario n. 42). Approvato con d.P.R. 13 marzo 2013 in attuazione della delega contenuta nell’art. 23 del d.l. 9 febbraio 2012, n. 5 (convertito con legge 4 aprile 2012, n. 35), ed in vigore dal prossimo 13 giugno, il Regolamento si applica a tutti gli impianti non soggetti alle disposizioni dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) e si propone di semplificare, per essi, le pratiche di autorizzazione. Viene infatti introdotta un’autorizzazione ambientale unica (AUA), della durata di 15 anni.

L’AUA è Obbligatoria sin dalla scadenza del primo titolo abilitativo sostituito od in caso di nuova autorizzazione, e potrà sostituire fino a sette titoli, ovvero autorizzazioni per scarichi, fertirrigazione, emissioni, rumore, fanghi nonché autorizzazione generale emissioni e comunicazioni semplificate per rifiuti. Le Regioni potranno, inoltre, estenderne la portata sostitutiva. Va evidenziato, inoltre, che per le autorizzazioni generali e comunicazioni semplificate in materia di rifiuti il gestore conserverà l’opzione tra AUA e il precedente titolo abilitativo.

Unico referente per il gestore all’interno della Pubblica Amministrazione sarà il SUAP (Sportello Unico per le Attività Produttive) con ruolo di coordinamento, gestione ed impulso nel procedimento amministrativo. Autorità competente sarà invece – salvo diverse determinazioni regionali – la Provincia.

90 giorni è il termine previsto per il rilascio dell’AUA decorrente dall’istanza, che diverranno 120 ove tra le autorizzazioni sostituite vi sia quella alle emissioni in atmosfera. Ciò, al netto di eventuali 30 giorni per integrazioni documentali.

Nell’intento di sollecitare il rispetto dei termini procedimentali, viste anche recenti condanne al risarcimento del danno in favore dei privati istanti, sono previsti specifici poteri sostitutivi in caso di mancata pronuncia nei termini. All’eliminazione del pressoché inattuato potere sostitutivo ministeriale sopperisce il riconoscimento di più “snelli” poteri sostitutivi in capo alla Pubblica Amministrazione procedente per superare eventuali stasi del procedimento, sulla base del disposto della l.n. 241/1990.

Assai rilevanti, poi, i meccanismi di modifica dell’autorizzazione. Per la modifica sostanziale – da qualificarsi come tale sulla base delle disposizioni specifiche per le autorizzazioni sostituite – il gestore dovrà richiedere una nuova AUA. Per la modifica qualificata come non sostanziale, invece, la PA dovrà esprimersi in ordine alla sostanzialità della modifica entro 30 giorni e, entro 60 giorni, dettare eventuali prescrizioni specifiche. In ogni caso – e salvo che la PA qualifichi come sostanziale la modifica – il gestore potrà porre in essere quanto progettato decorsi 60 giorni dalla presentazione dell’istanza.

Da sottolinearsi, tra le ulteriori disposizioni, il monitoraggio – almeno quadriennale – imposto alle imprese che producano scarichi pericolosi nonché il sistema di “forzato rinnovo” in caso di intercorse modifiche normative incidenti sull’autorizzazione o di prescrizioni divenute, nella lunga durata dell’autorizzazione, incoerenti con gli obiettivi di qualità ambientale.

Non mancano, tuttavia, diverse significative imprecisioni nella formulazione delle norme che, ove non tempestivamente chiarite, rischiano di portare a incertezze in sede di applicazione della nuova disciplina. Da segnalare, inoltre, la mancata previsione di specifiche sanzioni, che – vista la portata “sostitutiva” della nuova autorizzazione rispetto a quelle di cui si è detto – può creare discussioni interpretative circa la vigenza o meno del sistema sanzionatorio precedentemente esistente per le autorizzazioni settoriali.