CLASSIFICAZIONE DEL RIFIUTI PERICOLOSI

Estratto della  Sentenza n. 830 del 21/05/2007 della Corte di Appello di Lecce concernente la classificazione del rifiuto pericoloso.

Mentre per la gran parte dei rifiuti elencati la loro classificazione come “pericolosi” continua a discendere, tout court, dall’origine degli stessi – vale a dire, dal ciclo produttivo da cui scaturiscono – per un numero limitato di essi, in quanto contemplati in “voci speculari” o “voci specchio” – a significare la loro previsione sia nel novero dei rifiuti pericolosi, che di quelli non pericolosi – la loro classificazione discende dal superamento o meno della concentrazione limite delle sostanze pericolose in essi presenti.

La classificazione di un rifiuto identificato da una “voce a specchio” e la conseguente attribuzione del codice sono effettuate dal produttore/detentore del rifiuto.

Spetta a costui l’onere di analizzare il rifiuto in funzione dell’attribuzione del corretto codice, con l’ulteriore, necessitato corollario che solo in presenza di analisi certe e complete, che identifichino tutte le componenti del rifiuto e le relative quantità, senza che ne residuino di non individuate, il rifiuto stesso potrà entrare nella voce a specchio, residuale, non pericolosa.